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Questa notte alle ore 00.19, a bordo di Alla Grande Ambeco, Ambrogio Beccaria ha tagliato il traguardo della seconda tappa della Mini-Transat 2017: 2900 miglia da Las Palmas di Gran Canaria a Le Marin, in Martinica, con un tempo di percorrenza di 18 giorni, 10 ore e 19 minuti.

Dopo una prima tappa veramente promettente, con la conquista di una sesta posizione assoluta, e con un’altrettanto promettente partenza della seconda tappa, Ambrogio ha navigato per quattro giorni con ottime medie, piazzandosi sempre tra i primi dieci. Purtroppo, durante il quinto giorno di navigazione, uno sfortunato evento ha compromesso l’esito della sua performance: parliamo della rottura del bompresso della barca, che lo ha costretto a tornare a Mindelo, a Capo Verde, per tentare la riparazione.

In casi come questo il regolamento della MiniTransat prevede una sosta forzata di dodici ore, che sommate alle ore di navigazione controvento impiegate per raggiungere Mindelo, gli sono costate un ritardo complessivo di 48 ore, mandando così in fumo il suo obiettivo di terminare la regata tra i primi 10 arrivati con un Pogo di vecchia generazione.

Ma Ambrogio, forte della sua giovane età e di una grande tenacia non si è dato per vinto, ma è ripartito all’inseguimento degli ultimi, e dopo un altro piccolo inconveniente tecnico di minore entità, nell’ultima settimana di navigazione ha dato veramente il meglio di sé, superando ben 14 avversari e rimontando coraggiosamente dalla 55esima posizione alla 41esima.

Ovviamente non possiamo sapere cosa sarebbe successo se non si fosse verificata la rottura del bompresso che ha compromesso la sua regata, per lo meno dal punto di vista del risultato sportivo; quello di cui siamo certi, però, è che la Mini Transat non finisce quando svanisce la possibilità di concretizzare un podio, ma si tratta di una vera prova di carattere e di un’avventura a tu per tu con l’oceano.

Ecco le dichiarazioni di Ambrogio appena arrivato a Le Marin:

“Volevo diventare un buon regatante oceanico e invece sono diventato un buon marinaio, anche se non sono migliorato dal punto di vista della regata. Però ho portato la barca dall’altra parte, e questo e l’importante alla fine, anche perché ho avuto tanti problemi e uno in particolare che voi non sapete. Tre giorni dopo il pit-stop a Capo Verde ho avuto problemi al timone sinistro, che non si è rotto per fortuna, ma l’impatto con un oggetto galleggiante ha provocato una delaminazione tra lo specchio di poppa e lo scafo, che faceva una piccola via d’acqua. A quel punto ormai ero troppo lontano per tornare a Capo Verde e lì ho avuto paura di non arrivare in fondo. È stato un momento molto stressante. Tutta la settimana dopo Capo Verde sono stato molto conservativo, la seconda settimana invece, visto che il timone reggeva, ho iniziato a spingere di più e a fare un po’ di strategia. Nel complesso sono contento perché, nonostante tutto, ho guadagnato parecchie posizioni dal pit stop in avanti. Dopo la riparazione ho capito che la regata era andata, ma c’era ancora tutta l’avventura da vivere e così è stato! Peccato per i danni al timone che invece più che avventura hanno trasformato tutto in un film dell’orrore!”

Secondo Giovanni Soldini, navigatore:Ambrogio ha fatto la scelta giusta. Alla fine una regata non è altro che una prova con se stessi ed è ovvio che vincere è meglio, ma ripartire dietro e guadagnare posizioni non è molto diverso che vincere, la differenza in realtà è per gli altri, tu che hai combattuto e guadagnato miglio su miglio sei comunque felice con te stesso e questo conta più di ogni altra cosa”.

Ci uniamo a tutto il mondo della vela nell’acclamare Ambrogio Beccaria non solo un vero campione, ma anche e soprattutto un grande guerriero… e ci auguriamo che la grinta che ha dimostra di avere al timone di Alla Grance Ambeco lo accompagni in tutte le prove a cui la vita lo sottoporrà!

Buon vento, Ambrogio, per le tue prossime avventure, per mare e per terra!

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