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Il settore del fotovoltaico, purtroppo, produce e consuma molta energia, tante materie prime e mai come in questo caso è importante parlare di riciclo e di gestione del materiale che non serve più ed è destinato allo smaltimento. Lavorare i rifiuti, trasformarli in nuove materie prime e valorizzarli di nuovo. Questo non riguarda solo e soltanto le materie impiegate nell’edilizia, ma anche gli impianti.

Tra le nostre attività principali, ci occupiamo di smaltimento di rifiuti perché abbiamo a cuore il tema del riciclo e ci impegniamo tutti i giorni per contribuire, nel nostro piccolo, a un minore impatto ambientale. Quello dei rifiuti prodotti, del resto, è un problema che riguarda il mondo intero e se tutti facessimo la nostra parte, vivremmo in un mondo migliore.

Per noi è una sorta di missione e ci teniamo molto a spiegare, con parole chiare e semplici anche per chi non è del settore, che cosa succede quando si riciclano i rifiuti. Si parla di riciclo primario quando un oggetto viene impiegato nuovamente ad altro scopo senza nessun tipo di lavorazione meccanica.

Il riciclo secondario, invece, presuppone una lavorazione meccanica del materiale. Parliamo quindi di prodotti che arrivano dall’edilizia e di diverse tipologie di materiale come il vetro, il legno, l’alluminio e l’acciaio, ma anche il calcestruzzo e i materiali isolanti.

E gli impianti? Che fine fanno gli impianti?

In questo caso, purtroppo, la faccenda si complica perché è importane fare una differenziazione in base ai materiali che si devono smaltire. Ci sono per esempio i RAEE, i rifiuti da apparecchiatura elettriche ed elettroniche, che comprendono i pannelli fotovoltaici. Lo smaltimento di questi materiali è ostico, perché non esiste una vera e proprio legislazione in materia in tanti paesi del mondo.

In Europa, per fortuna, esistono leggi che disciplinano la gestione dei rifiuti, considerando che l’istallazione di prodotti simili è destinata ad aumentare. Un pannello fotovoltaico vive, in media, circa 30 anni, ma parliamo di un prodotto relativamente nuovo, che si sviluppa insieme all’industria e a tutto l’apparato che si occupa di innovazione e ricerca nell’ambito della tecnologia dei rifiuti.

Insomma, c’è ancora molto da fare in questo senso, da una progettazione più consapevole all’impiego di nuovi materiali. Nel frattempo, quello che possiamo fare noi, è impegnarci ogni giorno e nel nostro piccolo, a riciclare meglio, a riciclare sempre e a riciclare di più. L’ambiente, a breve e a lungo termine, ci ringrazierà!

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